In questa guida spieghiamo come scrivere una lettera di diffida per danno temuto e proponiamo un fac simile di lettera di diffida per danno temuto da utilizzare come esempio.
Il modello editabile può essere scaricato sul proprio computer e compilato inserendo le informazioni mancanti nel modo spiegato all’interno della guida.
Indice
Come Scrivere Lettera di Diffida per Danno Temuto
Quando l’integrità di un bene è messa in pericolo da una cosa altrui, l’ordinamento riconosce al proprietario o al mero detentore del bene minacciato uno strumento di prevenzione: l’azione di danno temuto prevista dall’articolo 1172 del codice civile. Prima di rivolgersi al giudice, è tuttavia essenziale inviare una diffida formale al soggetto che con il suo comportamento o con la sua inerzia genera la situazione di rischio. Questa lettera ha una duplice funzione: sul piano sostanziale costituisce un tentativo di componimento stragiudiziale, sul piano processuale fissa in modo certo l’avvenuta costituzione in mora e interrompe la prescrizione del diritto al risarcimento.
Chi può sottoscrivere la diffida? Non soltanto il proprietario esclusivo, ma anche il comproprietario di una porzione della cosa pericolosa: la giurisprudenza di legittimità ha infatti chiarito che il rapporto di estraneità tra il bene minacciato e quello pericoloso è soddisfatto anche quando entrambe le cose appartengono agli stessi soggetti pro-quota, come accade in condominio dove il singolo è comproprietario del tetto da cui proviene il pericolo e proprietario esclusivo della sua unità immobiliare. In tal senso si è pronunciata la Corte di cassazione, richiamando gli obblighi di custodia ex articolo 2051 per le parti comuni e riconoscendo al condomino la facoltà di diffidare il condominio rappresentato dall’amministratore. È dunque legittimato chiunque subisca un rischio reale e attuale, a prescindere dal titolo di godimento, purché l’interesse a evitare il danno sia concreto.
La redazione della diffida richiede una descrizione circostanziata dei fatti da cui emerge il pericolo. Non basta prospettare un timore generico: occorrono riferimenti precisi a fenomeni osservabili, come fessurazioni, scrostamenti, rigonfiamenti, infiltrazioni o cedimenti. È utile allegare fotografie datate, relazioni tecniche preliminari o dichiarazioni di testimoni, in modo da fornire al destinatario elementi obiettivi che confermino la gravità e l’attualità della minaccia. La lettera deve fare emergere anche il nesso di causalità tra il bene pericoloso e il bene minacciato, nesso che nella successiva azione giudiziaria costituirà il perno dell’accertamento.
Dopo aver rappresentato la situazione di fatto, la diffida richiama il quadro normativo di riferimento. L’articolo 1172 riconosce al danneggiato il diritto di ottenere dal giudice i provvedimenti necessari a evitare il danno, anche autorizzando interventi sulla cosa altrui. Inoltre, l’articolo 2051 configura una responsabilità oggettiva del custode: se la cosa comune, per difetto di manutenzione, genera un rischio, il condominio risponde salvo che dimostri il caso fortuito. L’espressa menzione di queste norme non serve a ostentare erudizione giuridica, bensì a mettere il destinatario sulla concreta strada della responsabilità che potrebbe essergli contestata in giudizio, inducendolo a intervenire spontaneamente.
La parte operativa della diffida consiste nella formale intimazione a rimuovere la causa del pericolo entro un termine preciso. Il periodo concesso deve essere calibrato sulla natura dell’opera richiesta: per un immediato puntellamento, il termine di pochi giorni è ragionevole, mentre per un rifacimento completo della copertura si potrà accordare qualche settimana, pretendendo però misure provvisorie di contenimento del rischio. La diffida dovrebbe anche prospettare modalità di accesso per sopralluoghi tecnici, dimostrando la massima cooperazione dell’intimante nel consentire l’individuazione e la risoluzione del problema.
Qualora i danni non siano meramente potenziali ma in parte già concretizzati, per esempio macchie di umidità, distacco di intonaco o deterioramento di arredi, la diffida dovrà menzionare l’intenzione di richiedere il risarcimento di tali pregiudizi. È opportuno indicare una stima, anche sommaria, dei costi già sostenuti o da sostenere per il ripristino e allegare le prime fatture o preventivi. In questo modo si dà al destinatario la possibilità di attivarsi con la propria compagnia di assicurazione e, al tempo stesso, si cristallizza la prova del danno emergente.
Sul versante temporale, è essenziale osservare il regime di prescrizione. L’azione di danno temuto ha natura preventiva e non soggiace, di per sé, a termini prescrizionali stringenti; viceversa l’eventuale domanda risarcitoria che vi si accompagna è assoggettata, nella generalità dei casi condominiali, al termine quinquennale della responsabilità extracontrattuale prevista per i danni da cose in custodia. Si potrà parlare di termine decennale soltanto quando venga chiamato in causa il costruttore per gravi difetti dell’edificio ai sensi dell’articolo 1669. È dunque fondamentale inviare la diffida in tempo utile: oltre a costituire in mora la parte tenuta all’intervento, la lettera, se consegnata via PEC o raccomandata, interrompe la prescrizione ai sensi dell’articolo 2943, facendo ripartire il termine da capo.
Una diffida completa deve concludersi con l’avvertimento che, in assenza di riscontro entro la scadenza fissata, il mittente adirà l’autorità giudiziaria. In tale evenienza, potrà promuovere un ricorso cautelare ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile, ottenendo un ordine immediato di messa in sicurezza, oppure potrà incardinare l’azione di merito prevista dall’articolo 1172, con eventuale cumulo della domanda risarcitoria. Il destinatario va reso consapevole che il mancato adeguamento spontaneo potrebbe comportare non solo la condanna alle opere ma anche al pagamento delle spese tecniche e legali che sarebbero sicuramente maggiori di quelle necessarie per l’intervento tempestivo.
La formalità dell’atto di diffida non tollera superficialità. Va datata e firmata in originale, con indicazione completa delle generalità e dei recapiti del mittente. Se sottoscritta dal legale, alla lettera andrà unita la procura alle liti, così che il destinatario comprenda che l’assistito è già pronto a procedere sul piano giudiziale. Ogni allegato va numerato e richiamato, garantendo la facile individuazione dei documenti probatori. Da ultimo, si raccomanda di conservare copia integrale dell’atto e dell’avviso di ricevimento: saranno la prima prova da depositare in giudizio qualora si renda necessario dimostrare la previa diffida e l’inerzia della controparte.
Esempio di Lettera di Diffida per Danno Temuto
MODELLO 1 – GENERICO (ai sensi dell’art. 1172 c.c.)
Oggetto: diffida ad eliminare situazione di danno temuto ex art. 1172 c.c.
Il/la sottoscritto/a ______________________________________, proprietario/a (o detentore/trice) dell’immobile sito in ________________________, espone che:
– in data ________ ha constatato l’esistenza di una situazione di pericolo proveniente da __________________________________ (descrivere la cosa pericolosa);
– tale condizione minaccia concretamente l’integrità del proprio bene ubicato in _______________________ (descrivere nesso causale e pericolo attuale e grave, allegando documentazione fotografica o tecnica).
Con la presente diffida il destinatario a rimuovere, entro ___ giorni dal ricevimento, le cause del pericolo mediante gli interventi tecnici necessari (specificare se già individuati) e a comunicare per iscritto le modalità e i tempi di esecuzione.
In difetto, il/la mittente adirà l’Autorità giudiziaria per ottenere i provvedimenti previsti dall’art. 1172 c.c. nonché per il risarcimento degli eventuali danni, con aggravio di spese a Vostro carico.
Si resta disponibili per un sopralluogo congiunto.
Distinti saluti.
(firma)
Allegati: fotografie n. __; relazione tecnica; copia documento d’identità.
MODELLO 2 – PROPRIETARIO CONTRO VICINO PER MURO PERICOLANTE
Oggetto: diffida a mettere in sicurezza muro di confine pericolante
Il/la sottoscritto/a, proprietario/a del fondo confinante con il Vostro sito in __________________, segnala che il muro di confine di Vostra proprietà presenta crepe passanti e fuori piombo superiore a ___ cm (rilievo del //, perizia geom. __________ allegata).
Tale stato determina rischio di crollo su area di mia esclusiva pertinenza (giardino/garage) e sulle persone ivi transitanti. Vi intimo pertanto di provvedere entro 10 giorni a:
installare puntellature provvisorie;
programmare il rifacimento strutturale del manufatto.
Decorso inutilmente il termine, ricorrerò al tribunale per ottenere i provvedimenti d’urgenza e il ristoro di tutti i danni.
Luogo, data
(firma)
MODELLO 3 – CONDOMINO VERSO CONDOMINIO (cedimento tetto)
Oggetto: danno temuto – cedimento copertura condominiale
Con riferimento alle vistose infiltrazioni e al distacco di tegole rilevati il ____ sul tetto comune, documentati dal sopralluogo dell’ing. __________ (relazione prot. n. _/__), diffido codesto Condominio a deliberare in assemblea straordinaria entro 15 giorni:
– l’incarico a ditta specializzata per messa in sicurezza urgente;
– il progetto di rifacimento del pacchetto di copertura.
In mancanza procederò ai sensi degli artt. 1134 e 1172 c.c. agendo in via cautelare e ripetendo le spese dal Condominio.
Cordialmente.
Luogo, data
(firma)
MODELLO 4 – PRIVATO CONTRO COMUNE (albero pericolante su strada pubblica)
Il/La sottoscritto/a segnala che il platano sito sul marciapiede antistante via __________ civ. ___, di proprietà comunale, presenta inclinazione marcata e radici affioranti che hanno sollevato il manto stradale. In caso di rottura del fusto, il crollo investirebbe direttamente la mia abitazione e i passanti.
Si diffida pertanto l’Ente a eseguire immediata verifica agronomica e, ove necessario, abbattimento e ripristino del marciapiede entro 7 giorni, con avviso scritto al sottoscritto.
Decorso infruttuosamente il termine, sarò costretto ad adire il giudice per ottenere tutela d’urgenza e risarcimento.
Distinti saluti.
Luogo, data
(firma)
MODELLO 5 – IMPRESA EDILE CONTRO PROPRIETARIO DI IMMOBILE ADIACENTE (gru non sicura)
Oggetto: diffida per gru a torre non certificata – rischio per cantiere adiacente
Durante i lavori presso il cantiere di nostra titolarità in via __________ (permesso di costruire n. /__), è stata rilevata la presenza, all’interno della Vostra proprietà confinante, di gru a torre modello __________ la cui manutenzione risulta scaduta (verbale ATS del ___). Il braccio sovrasta la nostra area di lavoro esponendo maestranze e beni a concreto pericolo.
Vi diffidiamo a sospendere immediatamente l’uso della gru e a eseguire le verifiche periodiche previste dal D.Lgs. 81/2008 entro 5 giorni, comunicandoci l’esito. In difetto, adotteremo ogni misura cautelare, comprese denunce agli organi di vigilanza e ricorso ex art. 700 c.p.c.
Luogo, data
(timbro e firma)
Fac Simile Lettera di Diffida per Danno Temuto
In questa sezione è possibile trovare un modello di lettera di diffida per danno temuto editabile e compilabile da scaricare e stampare. Il fac simile lettera di diffida per danno temuto presente è messo a disposizione in formato DOC, questo significa che il modulo può essere aperto e modificato utilizzando Word, per compilare la lettera inserendo i dati mancanti come spiegato in precedenza.
Trattandosi di un fac simile editabile, la lettera di diffida per danno temuto può poi essere convertita in PDF, se necessario.