In questa guida spieghiamo come scrivere una lettera di diffida per merce non consegnata e proponiamo un fac simile di lettera di diffida per merce non consegnata da utilizzare come esempio.
Il modello editabile può essere scaricato sul proprio computer e compilato inserendo le informazioni mancanti nel modo spiegato all’interno della guida.
Indice
Come Scrivere una Lettera di Diffida per Merce non Consegnata
La diffida ad adempiere per la consegna di merce non recapitata è l’atto con cui l’acquirente, divenuto creditore insoddisfatto, concede al venditore un’ultima e perentoria occasione di eseguire la prestazione, preavvisandolo che, passato inutilmente il termine assegnato, il contratto si considererà risolto di diritto. Il suo modello normativo è l’articolo 1454 del codice civile, che impone tre requisiti inderogabili: l’intimazione scritta a eseguire la prestazione, l’avvertimento espresso che, in difetto, si verificherà la risoluzione automatica e la fissazione di un termine, il quale, salvo che le parti vi abbiano diversamente convenuto o la natura del negozio renda congruo un arco temporale più breve, non può essere inferiore a quindici giorni. Quest’ultimo aspetto, spesso trascurato, è di rilievo sostanziale: una diffida che imponesse otto o dieci giorni senza giustificare l’urgenza potrebbe essere eccepita come intempestiva, con il rischio di paralizzare l’effetto risolutorio.
Il codice richiede che l’intimazione sia fatta per atto di ufficiale giudiziario. Nella prassi corrente, però, dottrina e giurisprudenza ammettono forme equipollenti, sempre che assicurino identica certezza del contenuto e della ricezione; la raccomandata con avviso di ritorno e la posta elettronica certificata, se utilizzate verso un indirizzo PEC valido, sono ritenute idonee, perché consentono di produrre in giudizio tracce documentali che certificano sia la data di partenza, sia la completa integrità del testo recapitato. Diversamente, un semplice messaggio di posta elettronica ordinaria, un fax privo di attestazione di ricezione o un colloquio telefonico non soddisfano il requisito di forma e verrebbero agevolmente contestati.
Nel redigere la diffida occorre inserire il riferimento al contratto di compravendita, la data e il numero dell’ordine, la descrizione puntuale dei beni, l’originaria scadenza di consegna e l’eventuale prezzo già corrisposto, specificandone importo, data e mezzo di pagamento. Nel testo è opportuno preannunciare l’intenzione di chiedere la restituzione degli acconti o del saldo e il risarcimento dei danni qualora il bene non venga consegnato entro il nuovo termine. La richiesta dovrà essere formulata in termini chiari: non soltanto generico risarcimento, ma esplicitazione del pregiudizio previsto, per esempio il maggior costo che il creditore dovrà sopportare per procurarsi altrove la stessa merce, il lucro cessante derivante dalla mancata rivendita o i costi di immagazzinamento inutilmente sostenuti.
Nei rapporti business-to-consumer la diffida si innesta sulla disciplina speciale dell’articolo 61 del Codice del consumo, che attribuisce al consumatore un diritto di recesso rafforzato: se il venditore non rispetta il termine essenziale indicato dall’acquirente oppure quello concordato al momento dell’ordine, è sufficiente che il consumatore gli assegni un’ulteriore scadenza «appropriata alle circostanze»; spirato anche tale lasso di tempo, il contratto si scioglie senza bisogno di adire subito il tribunale. Quando l’esecuzione tempestiva della fornitura riveste per il consumatore carattere essenziale, si pensi a un abito destinato a una cerimonia o a un’attrezzatura necessaria per un evento irripetibile, il Codice del consumo consente di considerare risolto il contratto immediatamente dopo la scadenza originaria, senza obbligo di concedere una proroga. Se è questa l’intenzione, la diffida dovrà dichiararlo espressamente per evitare che il venditore invochi la mancata concessione di un termine supplementare.
Una volta notificata, la diffida produce effetti sostanziali e probatori di rilievo. Sostanzialmente, individua il momento dal quale decorrono gli interessi moratori e dal quale l’eventuale inadempimento assume i caratteri di gravità e colpa necessari per fondare la responsabilità contrattuale del venditore. Sul piano probatorio, consente di accedere ai riti sommari di cognizione previsti dall’articolo 702-bis del codice di procedura civile, poiché offre al giudice un quadro documentale certo e auto-sufficiente. Se l’acquirente ha già versato somme determinate, può introdurre il giudizio di ingiunzione allegando contratto, prova del pagamento e diffida non accolta; il decreto ingiuntivo, eventualmente provvisoriamente esecutivo, consente di iniziare subito l’azione esecutiva, riducendo tempi e costi.
La diffida ha particolare utilità nei contratti con clausola penale. Spesso, infatti, il venditore si obbliga a corrispondere una somma giornaliera in caso di ritardo nella consegna; tuttavia, per far scattare la penale è necessario individuare con chiarezza la data in cui l’inadempimento diventa imputabile a sua colpa grave. La giurisprudenza più recente suggerisce di far decorrere il conteggio dalla scadenza fissata con la diffida, che dunque assume valore di dies certus e mette al riparo il creditore da contestazioni sul periodo di applicazione della penale.
Una precisazione si impone in tema di rapporti con la pubblica amministrazione. La versione attualmente in vigore del Codice dei contratti pubblici non contiene più la diffida di dieci giorni menzionata nella disciplina precedente: la stazione appaltante dispone di strumenti diversi, quali la contestazione formale di inadempimento e la risoluzione per grave ritardo, regolati dall’articolo 119 del decreto legislativo 36 del 2023. L’impresa privata che fornisce la P.A. resta quindi assoggettata alla diffida di diritto comune nei confronti del committente pubblico, ma la P.A. può attivare procedure interne di risoluzione senza necessità di una diffida standardizzata; perciò nel redigere la lettera conviene fare riferimento sia alla clausola contrattuale che disciplini i tempi di consegna, sia al nuovo Codice appalti, citando l’articolo pertinente.
Se trascorso il termine il bene non arriva, la risoluzione si perfeziona di diritto. L’acquirente potrà pretendere la restituzione delle somme versate maggiorate degli interessi legali dal giorno del pagamento e, se del caso, il risarcimento dei danni. Sarà necessario dimostrare il nesso causale tra inadempimento e danno, ma la diffida agevola questa prova, perché individua un preciso momento dal quale le conseguenze pregiudizievoli risultano prevedibili dal debitore, circostanza che esclude l’eccezione di danni imprevedibili di cui all’articolo 1225 del codice civile.
Esempio Lettera di Diffida per Merce non Consegnata
Modello business to business (fornitura di componenti industriali)
Oggetto: Diffida ad adempiere ai sensi dell’art. 1454 c.c. – ordine n. [___] del [data]
Con riferimento al contratto di fornitura sottoscritto il [data] e all’ordine n. [___] avente ad oggetto n. [quantità] [descrizione merce], Vi comunichiamo che la consegna prevista per il [data di consegna pattuita] non è mai avvenuta.
Con la presente Vi diffidiamo ad adempiere, consegnando la merce entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento di questa lettera, avvertendoVi che, in caso contrario, il contratto si intenderà automaticamente risolto, con diritto dello scrivente a:
1. ottenere la restituzione dell’acconto di € [___] già versato (copia bonifico allegata), maggiorato degli interessi legali;
2. richiedere il risarcimento di tutti i danni subiti, inclusa la differenza di prezzo per l’approvvigionamento presso altri fornitori.
Restiamo in attesa di un Vostro sollecito riscontro.
Distinti saluti.
[Firma]
[Nome Cognome] – [Ruolo]
[Ragione sociale acquirente]
Modello professionista – consumatore (acquisto mobili via e-commerce)
Oggetto: Diffida ex art. 61 D.Lgs 206/2005 per mancata consegna ordine n. [___]
Io sottoscritto/a [Nome Cognome], residente in [indirizzo], ho acquistato tramite il Vostro sito www.[___].it, in data [data ordine], i seguenti articoli: [elenco]. Il termine di consegna indicato (entro [numero] giorni) è scaduto il [data] senza ricezione della merce.
Ai sensi dell’art. 61 Codice del Consumo Vi diffido a provvedere alla consegna entro 15 giorni dalla ricezione della presente. Decorso inutilmente detto termine, il contratto sarà risolto di diritto e Vi chiederò l’immediato rimborso di € [importo], oltre agli interessi e ai costi sostenuti.
Resto in attesa di riscontro.
Cordiali saluti.
[Firma]
[Telefono – e-mail]
Modello B2B con clausola penale per ritardo
Oggetto: Diffida ad adempiere e applicazione penale di ritardo – contratto n. [___]
Gentili Signori,
il contratto del [data] prevede la consegna dei macchinari [modello] entro il [data]. L’art. 7 dello stesso contratto stabilisce una penale pari a € [___] per ogni giorno di ritardo.
Constatato il mancato adempimento, Vi intimiamo a consegnare i macchinari entro 15 giorni da oggi. Decorso infruttuosamente il termine:
– il contratto si risolverà ex art. 1454 c.c.;
– maturerà la penale per ritardo fino alla data di effettiva restituzione dell’acconto;
– sarà richiesto il risarcimento del maggior danno.
In fede.
[Firma]
[Nome – Ruolo]
[Ragione sociale]
Modello fornitura alla P.A.
Oggetto: Diffida ad adempiere – determina a contrarre n. [___] CIG [___]
La scrivente Stazione Appaltante, con contratto prot. [___] del [data], Vi ha affidato la fornitura di [descrizione] con termine perentorio di consegna fissato al [data]. Alla data odierna la merce risulta non consegnata.
Si diffida pertanto la Vostra società a dare completa esecuzione entro 15 giorni dalla ricezione. In difetto si procederà, ai sensi dell’art. 119 D.Lgs 36/2023, alla risoluzione in danno, all’escussione della garanzia definitiva e al successivo affidamento a terzi con rivalsa dei maggiori oneri.
Cordiali saluti.
[Firma digitale]
[Responsabile Unico del Progetto]
[Ente]
Modello vendita tra privati con caparra confirmatoria
Oggetto: Diffida a consegnare i beni promessi – art. 1454 c.c. e caparra confirmatoria
Facendo seguito al contratto di compravendita del [data] relativo a [descrizione oggetto], per il quale ho versato caparra confirmatoria di € [___] (ricevuta allegata), Vi comunico che il termine convenuto per la consegna, fissato al [data], è trascorso inutilmente.
Con la presente Vi diffido ad adempiere entro quindici giorni dalla data di ricezione. In mancanza, avvarrò della facoltà di cui all’art. 1385 c.c., dichiarando risolto il contratto e trattenendo la caparra versata, oltre a richiedere l’ulteriore risarcimento del danno.
In attesa di urgente riscontro, porgo distinti saluti.
[Firma]
[Nome Cognome acquirente]
[Contatti]
Fac Simile Lettera di Diffida per la Merce non Consegnata
In questa sezione è possibile trovare un modello di lettera di diffida per merce non consegnata editabile e compilabile da scaricare e stampare. Il fac simile lettera di diffida per merce non consegnata presente è messo a disposizione in formato DOC, questo significa che il modulo può essere aperto e modificato utilizzando Word, per compilare la lettera inserendo i dati mancanti come spiegato in precedenza.
Trattandosi di un fac simile editabile, la lettera di diffida per merce non consegnata può poi essere convertita in PDF, se necessario.