In questa guida spieghiamo come scrivere una lettera di diffida per lavori non conclusi e proponiamo un fac simile di lettera di diffida per lavori non conclusi da utilizzare come esempio.
Il modello editabile può essere scaricato sul proprio computer e compilato inserendo le informazioni mancanti nel modo spiegato all’interno della guida.
Indice
Come Scrivere una Lettera di Diffida per Lavori non Conclusi
La lettera di diffida per lavori non conclusi è l’atto con cui il committente intima formalmente all’appaltatore o al prestatore d’opera di portare a termine la prestazione concordata entro un termine perentorio, avvertendolo che, in mancanza, verranno esercitati i rimedi previsti dal codice civile. In materia di rapporti di appalto il quadro normativo ruota attorno all’articolo 1655 c.c., che definisce l’appalto come il contratto con cui una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro; quando l’appaltatore ritarda o sospende ingiustificatamente l’esecuzione, la disciplina generale sull’inadempimento di cui all’articolo 1218 c.c. si intreccia con alcune norme speciali, in particolare l’articolo 1662, che attribuisce al committente il diritto di controllare lo stato dei lavori, e l’articolo 1668, che governa la garanzia per vizi e difformità. Tuttavia, quando il problema non è un difetto dell’opera ma l’omissione o l’interruzione dei lavori, il rimedio elettivo è la diffida ad adempiere ex articolo 1454 c.c.
Questo strumento consente di concentrare in un atto stragiudiziale la contestazione dell’inadempimento, la costituzione in mora dell’appaltatore e la minaccia esplicita di risolvere il contratto se l’opera richiesta non viene ultimata nel termine fissato. Il legislatore richiede che la diffida contenga l’indicazione di un termine congruo perché la parte inadempiente possa ancora eseguire; la congruità non è fissata da parametri rigidi, ma la giurisprudenza la ricava dalla natura e dall’entità residua delle lavorazioni. Per finiture di un cantiere in fase avanzata possono essere sufficienti dieci o quindici giorni, mentre per opere strutturali di maggiore entità il termine congruo può protrarsi a trenta giorni o più. È essenziale che il termine sia perentorio e inequivocabile: la lettera deve chiarire che, decorso il periodo indicato, l’appalto si intenderà risolto di diritto per effetto della diffida, senza necessità di ulteriori comunicazioni; in difetto di tale clausola la diffida sarebbe un semplice sollecito.
Per fare in modo che la diffida produca l’effetto risolutorio automatico è anche necessario che l’inadempimento sia di non scarsa importanza, secondo la formula dell’articolo 1455 c.c. Nel contesto di un appalto l’inadempimento è considerato grave quando la mancata ultimazione incide sull’utilizzabilità dell’opera o quando i ritardi compromettono il cronoprogramma pattuito. La lettera deve quindi descrivere con precisione lo stato d’avanzamento, menzionando le scadenze contrattuali oppure i SAL, e spiegare in che modo la sospensione o il ritardo pregiudichino l’interesse del committente.
Oltre all’intimazione di completare le lavorazioni entro il termine, la diffida dovrebbe quantificare i danni che già si stanno verificando: spese per cantieri fermi, penali imposte da terzi, mancati ricavi legati alla mancata disponibilità dell’immobile. Anche se questi importi potranno essere aggiornati in giudizio, la loro indicazione serve a porre l’appaltatore di fronte alle conseguenze economiche dell’inadempienza e crea un punto di partenza probatorio che interrompe la prescrizione ai sensi dell’articolo 2943 c.c. La lettera, inoltre, deve richiamare il diritto del committente di chiamare terzi per ultimare l’opera in danno dell’appaltatore, facoltà prevista nell’ambito dell’articolo 1660 quando l’opera presenti un ritardo grave, e ribadire la volontà di rivalersi sui residui importi contrattuali o sulla fideiussione di buona esecuzione.
Sotto il profilo formale la diffida va redatta su carta intestata del committente o, se questi è assistito, dello studio legale. Va inviata con mezzo che fornisca prova della ricezione: raccomandata con avviso di ritorno, notifica dell’ufficiale giudiziario o PEC all’indirizzo risultante dal registro INI-PEC. L’utilizzo della posta elettronica certificata è particolarmente indicato per imprese e liberi professionisti, poiché la ricevuta di consegna possiede lo stesso valore legale di un atto notificato. Occorre conservare copia integrale della diffida con la prova del recapito, perché, qualora si adisca il tribunale, essa sarà allegata al fascicolo per dimostrare la regolarità del procedimento di messa in mora.
Quando l’appaltatore non ottemperi entro il termine perentorio, la risoluzione del contratto si produce di diritto; il committente potrà dunque notificare un atto di risoluzione facendo riferimento alla diffida, domandare la restituzione di quanto eventualmente già pagato e pretendere il risarcimento dei danni. Se l’urgenza di completare i lavori è elevata, è prassi affiancare alla diffida una richiesta di provvedimento cautelare ai sensi dell’articolo 700 c.p.c., soprattutto quando l’inadempienza blocchi un cantiere pubblico o un esercizio commerciale che deve riaprire in tempi definiti.
Va considerato, però, che la diffida ad adempiere non paralizza in sé la possibilità di un accordo. Se entro il termine l’appaltatore dimostra di poter riprendere i lavori con un nuovo cronoprogramma realistico e offre garanzie idonee, il committente può concedere una proroga, preferibilmente con scrittura controfirmata in cui si precisi che viene rinviato l’effetto risolutorio della prima diffida: si tutelerà così la validità del nuovo accordo evitando che l’appaltatore invochi la tacita rinuncia alla risoluzione.
È bene infine ricordare che la diffida produce effetti anche nei confronti dei subappaltatori: se questi sono muniti di procura o di delega dell’appaltatore principale, la notifica nei loro confronti può risultare utile per bloccare possibili pretese di pagamento diretto al committente; in mancanza di tale notifica il subappaltatore potrebbe invocare l’esimente dell’ignoranza della risoluzione del contratto principale.
Esempio Lettera di Diffida per Lavori non Conclusi
Modello generico – ultimazione lavori di ristrutturazione
Oggetto: Diffida ad adempiere ex art. 1454 c.c. – Contratto d’appalto del [data]
Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome committente], C.F. [___], espone che:
– con contratto d’appalto stipulato il [data] Le ha affidato i lavori di ristrutturazione dell’immobile sito in [indirizzo] per l’importo complessivo di € [___], con termine di consegna fissato al [data];
– allo stato odierno risultano INCOMPIUTE le seguenti opere: [elenco dettagliato];
– il ritardo arreca grave pregiudizio economico.
La diffido pertanto ad ultimare integralmente i lavori e a consegnare l’opera finita entro e non oltre 15 (quindici) giorni dal ricevimento della presente, avvertendoLa che, in mancanza:
1. il contratto si intenderà risolto di diritto ai sensi dell’art. 1454 c.c.;
2. affiderò l’opera a terzi in Suo danno, con rivalsa di tutti i maggiori costi;
3. esigerò il risarcimento di ogni danno, sin d’ora quantificato in via provvisoria in € [importo].
Distinti saluti.
[Firma autografa]
[Recapiti: telefono – e-mail]
Modello ritardo nella consegna di impianto fotovoltaico (con polizza fideiussoria)
Oggetto: Diffida ad adempiere – fornitura e posa impianto FV ordine n. [___]
Egregi Signori,
l’ordine richiamato, sottoscritto il [data], prevedeva la consegna “chiavi in mano” dell’impianto fotovoltaico da [kWp] entro il [data]. A quella data restano non installati: inverter, struttura di ancoraggio e collaudi finali.
Con la presente, ai sensi dell’art. 1454 c.c., Vi intimo a completare ogni lavorazione entro 10 giorni. Decorso inutilmente il termine:
– il contratto sarà risolto di diritto;
– provvederò a escutere la garanzia fideiussoria n. [___] emessa da [istituto/banca];
– formulerò richiesta di risarcimento danni (mancata produzione elettrica stimata in € [importo]/mese).
Cordiali saluti.
[Firma]
[Nome Cognome] – Proprietario immobile
Modello lavori condominiali – Facciata non ultimata
Oggetto: Diffida per mancato completamento lavori di rifacimento facciata
Il contratto approvato con delibera assembleare del [data] imponeva il termine di ultimazione al [data]. Alla data odierna restano da eseguire:
• rasature e tinteggiatura lato sud;
• smontaggio ponteggio su via [___];
• pulizia finale del cantiere.
L’assemblea del [data] mi ha conferito mandato di diffidarVi ad adempiere. Vi concediamo 15 giorni per completare tutte le opere e consegnare certificato di regolare esecuzione. Scaduto il termine:
1. il Condominio promuoverà azione giudiziale di risoluzione e danni;
2. tratterrà dal residuo SAL di € [importo] le penali giornaliere da Voi accettate in contratto (€ [importo] al giorno).
Distinti saluti.
[Firma Amministratore]
[Nome Cognome] – PEC [___]
Modello sospensione ingiustificata cantiere casa unifamiliare (provvedimento urgente)
Oggetto: Diffida ad adempiere con riserva di ricorso ex art. 700 c.p.c.
In data [data] avete sospeso il cantiere per la costruzione dell’abitazione di mia proprietà in [indirizzo] senza fornire motivazioni. Tale sospensione compromette il rilascio del certificato di agibilità e comporta penali con la banca finanziatrice.
Vi diffido a riprendere i lavori entro 5 giorni e a terminarli entro il [nuova data]. Trascorso inutilmente il termine:
– depositerò ricorso cautelare d’urgenza ex art. 700 c.p.c. per ottenere l’immissione coattiva nel cantiere;
– considererò il contratto risolto, con affidamento a terzi in Vostro danno e richiesta di risarcimento stimata in € [importo].
In fede.
[Firma]
[Nome Cognome] – Tel. [___]
Modello impresa di servizi (manutenzione ascensore)
Oggetto: Diffida per lavori non conclusi – manutenzione straordinaria ascensore
Il contratto n. [___] del [data] prevedeva la sostituzione del gruppo argano e collaudo finale entro 30 giorni. A oggi l’impianto è ancora fermo, con grave disagio per i condomini anziani e disabili.
Con la presente, diffidiamo la Vostra società a:
1. completare l’intervento tecnico, collaudo compreso, entro 10 giorni;
2. fornire report dettagliato dei ricambi installati;
3. applicare la penale di mora già prevista (3 % dell’importo per ogni settimana di ritardo).
In difetto attiveremo immediatamente altra ditta, addebitandoVi i relativi costi, e intraprenderemo azione legale per il risarcimento dei danni.
Distinti saluti.
[Firma Amministratore/Responsabile condominiale]
Fac Simile Lettera di Diffida Lavori non Conclusi
In questa sezione è possibile trovare un modello di lettera di diffida per lavori non conclusi editabile e compilabile da scaricare e stampare. Il fac simile lettera di diffida per lavori non conclusi presente è messo a disposizione in formato DOC, questo significa che il modulo può essere aperto e modificato utilizzando Word, per compilare la lettera inserendo i dati mancanti come spiegato in precedenza.
Trattandosi di un fac simile editabile, la lettera di diffida per lavori non conclusi può poi essere convertita in PDF, se necessario.